lunedì 31 marzo 2025

Il tempo non si ferma

Con l’ennesimo cambio dell’ora che ci ricorda
quanto il tempo continui a scorrere, ci fermiamo
un attimo a riflettere. Mentre il mondo digitale
ci fa credere di avere il controllo sul tempo,
c’è ancora chi, con pazienza e maestria, lo
custodisce e lo regola con abilità artigianale:
l’orologiaio. Non è solo questione di spostare
una lancetta avanti o indietro, ma di celebrare
l’arte di chi, armato di lente e pinzette,
preserva il fascino degli ingranaggi che sfidano
il passare degli anni.

Oggi, nell’era digitale, il mestiere
dell’orologiaio sembra quasi una curiosità da
museo, eppure sopravvive, come una lancetta
caparbia che non si ferma. Ci siamo chiesti
quanti di questi custodi del tempo esistano
ancora, e siamo andati a cercarli nella provincia
di Mantova. Alcuni hanno chiuso bottega, altri
continuano per passione, e altri ancora
resistono, magari nel silenzio del loro
laboratorio, lontani dalle mode e dalle frenesie
moderne.

Abbiamo incontrato Vittorio, un maestro dell’arte
orologiera che ha ereditato il mestiere da suo
padre, iniziando a lavorare con lui nel 1950.
“Mio padre aprì il negozio quando ancora tutto si
faceva a mano, e dopo la sua scomparsa ho
continuato, studiando anche a Milano per
migliorare le mie competenze”, racconta. Oggi
Vittorio guarda con una certa ironia al passaggio
dall’orologio meccanico a quello al quarzo e al
digitale: “Il vero orologiaio apprezza ogni
componente meccanico, mentre il quarzo... si
cambia e via”.


Con il boom degli smartwatch e dei dispositivi
digitali, l’orologio meccanico è diventato un
simbolo di eleganza e tradizione, un oggetto per
intenditori. E Vittorio, forte dei suoi oltre
cinquant’anni di esperienza, ne è convinto: il
futuro dell’orologeria rimane ancorato alla
meccanica di precisione. Certo, bisogna adattarsi
e specializzarsi, ma il fascino del ticchettio
artigianale è qualcosa che non si può
rimpiazzare.

Poi c’è Alessandro, giovane orologiaio di
trentadue anni, che guarda al futuro con
ottimismo. “Il mio mentore è stato mio nonno.

Ho scelto questo mestiere perché mi affascinava la
micromeccanica. Anche se il digitale ha invaso il
mercato, c’è ancora chi cerca qualità e
autenticità”, racconta. Alessandro, con la
passione dei nuovi artigiani, sottolinea
l’importanza della fiducia: “Riparare orologi di
valore richiede competenza e onestà. Spesso i
clienti preferiscono venire da me piuttosto che
spedire il loro orologio alla casa madre.”

Cambio d’ora, cambio di prospettiva. Forse il
tempo corre veloce, ma l’arte dell’orologiaio
resta, perché il suo valore non si misura solo in
secondi, ma in storie, precisione e dedizione. E
mentre noi spostiamo le lancette un’ora avanti,
loro continuano a sfidare il tempo, uno scatto
alla volta.

© Riproduzione riservata
Marino Marchetti



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